La buona politica per il sociale in Campania

6 maggio 2015, In: innovazione
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health-around-me-viralcaffeE’ indubbio che oggi tutti noi, ma soprattutto le fasce più deboli dei cittadini, siamo vittime di una crisi economica che non ha precedenti. Cresce la fetta di popolazione che vive grandi difficoltà sociali ed economiche e scopriamo nuove forme di povertà che mai avremmo immaginato di conoscere prima.

Lo Stato però, oggi, non può più essere visto solo come un erogatore di servizi per le fasce più deboli. La “Buona Politica” la “Politica del Fare”, che da sempre Vincenzo De Luca si è impegnato a praticare, deve rimettere al centro della propria agenda i più deboli. Spesso queste persone scompaiono dallo scenario politico, sembra che nessuno se ne occupi. Dobbiamo rimettere al centro il tema della povertà e non avere paura di guardarla in faccia. Solo affrontandola, parlando con chi vive in condizioni di difficoltà, possiamo cambiare le cose. Se la politica non ha anche questo ruolo, spiegatemi voi per cosa lavoriamo e a cosa vogliamo aspirare.

Dobbiamo essere capaci di superare le problematiche burocratiche che bloccano i numerosi fondi Regionali dedicati a questi settori e promuovere più progetti per accedere al Fondo Sociale Europeo. Parlo di combattere l’esclusione sociale, di promuovere iniziative di microcredito come nel Rione Sanità, di dare non ASSISTENZA ma POSSIBILITA’ di sviluppo.

Urge una politica capace trasformare le cose, ma concretamente. La pubblica amministrazione deve creare nuovi modelli di prestazioni e di servizio. Caldoro parla di rientro del dissesto della Sanità. Ma a spese di chi? I nostro ospedali sono pieni di bravissimi infermieri, giovani dottori, che vivono con contratti precari. Come può la sanità funzionare bene se i lavoratori non conoscono il futuro? La Giunta Regionale ha affossato la sanità.

sociale 2Certo, dobbiamo lavorare ad una riorganizzazione totale della sanità come di tutti gli altri settori che offrono servizi per le fasce più deboli. Ma dobbiamo prima di tutto ascoltare queste organizzazioni, le persone che ogni giorno si scontrano con questi problemi. Coinvolgere associazioni, fondazioni, enti pubblici e cono loro attivare nuove piattaforme/reti, ricombinando i creando nuovi servizi.

Dobbiamo superare le logiche burocratiche e  standard con cui sono costruiti spesso i servizi sociali. Il servizio lo si costruisce per qualcuno, il supporto lo si attua con qualcuno. Il nuovo welfare, qualsiasi esso sia, deve essere caratterizzato da una partecipazione di tutti noi, attori privati e pubblici.  I costi non possono più ricadere sulle spalle dei più deboli. Non possiamo più lasciare soli i genitori che accudiscono i figli portatori di handicap e chiedere loro di pagare anche le spese sanitarie. Non possiamo più lasciare solo chi lavora per il recupero di tossicodipendenti, dei giovani nei quartieri a rischio.

E’ necessario che si creino nuove forme di sussidiarietà, ma sopratutto dobbiamo dare, a chi opera in questi settori, la certezza di poter contare su dei fondi, a cui è possibile accedere con bandi chiari. Cosa che non è stata fatta fin qui da questa giunta, che ha basato la propria politica su clientelismo e amicizie non sempre cristalline.

Il merito di chi opera per gli ultimi va riconosciuto non solo a parole, ma con i fatti.

Insieme dobbiamo costruire, ridisegnare, una nuova pubblica amministrazione su modelli di partecipazione con la comunità. Dobbiamo capire che nessuno si salva da solo. Che stiamo bene, e siamo felici, solo se tutti lo sono.

 

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Mario Raffa

Candidato alla Regione Campania con Vincenzo De Luca Presidente.