Le Catacombe di San Gennaro al tempo dei Google Glass

9 maggio 2014, In: eventi
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Pubblichiamo l’articolo di Francesco Castagna sulle “Catacombe di San Gennaro e l’innovazione tecnologica” , uscito sulla rubrica Tradizione&Innovazione curata da Daniela Spina 

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Le Catacombe di San Gennaro sono le più importanti del Sud Italia per ampiezza e valore storico artistico. Scavate nella caratteristica pietra di tufo, protagonista principale della città di Napoli dalla sua edifi cazione ed urbanizzazione, solida, leggera e di origine vulcanica, le cui proprietà hanno consentito una forte estensione delle catacombe nella collina di Capodimonte. Da prima cimiteri e successivamente luoghi di pellegrinaggio, molto particolari per gli ambienti ampi, per il tipo di sepoltura e la presenza di dipinti, affreschi e mosaici sulle pareti. L’ingresso della Catacombe di San Gennaro è collocato attualmente nei pressi della Chiesa dell’Incoronata a Capodimonte. Esse sono composte, di due livelli non sovrapposti che seguono uno schema di scavo ampio, orizzontale e non profondo per un totale di 5.600 mq calpestabili. Sono presenti 2000 loculi e 500 arcosoli, quest’ultime rappresentano catacombe tipiche romane costituite da una tomba chiusa da lastre di marmo, inserita in una nicchia sormontata da un arco che veniva spesso decorato con pitture. La stratificazione artistica è chiara ed impressionante, gli ambienti decorati con affreschi e mosaici, sono datati dal II al VI sec. d.C. Di particolare bellezza è il “vestibolo inferiore” che si presenta come una vera e propria città sotterranea e la “Basilica maior”, una basilica sotterranea a tre navate scavata nel tufo e dedicata all’antico culto del patrono di Napoli. Quest’ultima conserva numerosi affreschi del V-VI sec. d.C. Cenni storici rilevano la presenza di un terzo sito che venne chiuso definitivamente dopo essere stato utilizzato come fossa comune durante il terribile periodo della peste che devastò Napoli nel 1656.

CAT2 La storia – Il nucleo originario si sviluppò attorno alla tomba di una ricca famiglia pagana intorno al II secolo. A partire da questa donazione, fu creato il vestibolo del piano inferiore con una basilica cimiteriale, che nel III secolo accolse i resti del vescovo napoletano Sant’Agrippino, considerato patrono e difensore della città di Napoli. Il vescovo Giovanni I (413-431) vi fece trasferire le spoglie di San Gennaro, che dopo il suo martirio nell’anno 305 erano state sepolte nella zona dell’Agro Marciano, corrispondente all’attuale Agnano. Da quel momento la catacomba divenne centro di culto del martire che tanta importanza avrà nella storia della città diventandone protettore e col tempo le catacombe ne assunsero il nome, divenendo così le Catacombe di San Gennaro. Questa grande devozione portò ad uno sviluppo straordinario: le tombe si moltiplicarono, gli ambulacri furono prolungati, nuovi cubicoli furono aperti e decorati e quando non bastarono più, le tombe furono scavate persino nel suolo. Purtroppo dopo il trafugamento delle reliquie di San Gennaro ed il trasferimento delle spoglie nella città di Benevento, per le catacombe cominciò un periodo di abbandono e di decadenza. Decadenza che arrivò al culmine durante la seconda guerra mondiale periodo in cui le catacombe furono adattate ed utilizzate dalla popolazione napoletana come rifugio antiaereo, e subirono il periodo di maggiore abbandono e di indiscriminate devastazioni.

 Cooperativa La Paranza e la rinascita delle Catacombe – Formata da giovani del Rione Sanità, la cooperativa La Paranza gestisce dal 2009 le Catacombe di San Gennaro e la Catacomba di San Gaudioso, custodita nella Basilica di S. Maria della Sanità. L’associazione nasce dalla convinzione che attraverso la promozione del Rione Sanità, della sua storia, arte, cultura, cucina e della sua fede, si può avviare quel processo di recupero che permette la realizzazione del rilancio di una zona altamente disagiata e afflitta da forti differenze socioculturali, sostenendo l’avvio di nuove attività produttive da parte dei giovani, per far crescere i segni ed i sogni di speranza. Una gestione che ha dato il là ad una serie di ulteriori attività di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale del Rione Sanità, delle tradizioni popolari e delle risorse. Non solo visite guidate, diurne e notturne, la cooperativa organizza anche il Miglio Sacro, un percorso guidato ai tesori del quartiere; meeting e conferenze nella Basilica di San Gennaro; visite per persone con disabilità; gestisce la Casa del Monacone, l’ex convento francescano, recuperato grazie all’aiuto dei giovani del quartiere. L’attività di valorizzazione del patrimonio storico artistico e archeologico del Rione Sanità ha portato nel 2013 circa 40.000 visitatori, +18% rispetto al 2012. Un trend ancora in crescita: nel primo bimestre del 2014, l’incremento è stato del +68%.

CAT3Dalle tombe pagane ai Google Glass – La forte connotazione giovanile del personale che gestisce le Catacombe di San Gennaro si sposa con una forte propensione all’utilizzo di tecnologie innovative a supporto della fruizione del bene storico artistico. Il supporto di un team di professionisti nel settore fi nanza ed IT ha permesso di realizzare una pianificazione di investimenti centralizzati sull’ingegnerizzazione dei processi di gestione e sull’utilizzo di nuove tecnologie, con lo scopo di arricchire l’esperienza del visitatore all’interno dei siti. A titolo esemplificativo è stata avviata la gestione domotica degli impianti di illuminazione che, oltre all’abbattimento dei costi di gestione, ha permesso la spettacolarizzazione delle visite guidate mediante la realizzazione di “effetti speciali. Sono state implementate applicazioni mobile a supporto dei visitatori migliorando anche il sistema di sicurezza interno. Un’attenzione particolare è dedicata alla disabilità. Attualmente il sito è visitabile da persone con disabilità motoria ed in parte visiva grazie alla realizzazione di mappature a rilievo di alcune aree. E’ in corso uno studio sull’applicazione della realtà aumentata integrata in occhiali tipo “Google glass” per la realizzazione di visite guidate ad alto impatto emotivo.

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