Così rinasce Città della Scienza

6 febbraio 2014, In: città della scienza
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Pubblichiamo l’intervista rilasciata per il primo numero di Tradizione&Innovazione
sulla ricostruzione di Città della Scienza. 

LA PRESENTAZIONE DELLA RUBRICA CURATA DA DANIELA SPINA - Oggi giorno è sempre più importante un approccio globale a tutte le questioni della vita, da quelle personali a quelle lavorative. Viviamo in un mondo, dove i confini appaiono via via sempre più sfumati e le conoscenze, le esperienze e le relazioni sempre più interculturali. Per competere in tale scenario complesso e dinamico è sempre più importante riscoprire e valorizzare le proprie radici e tradizioni, affiancandole agli scenari più innovativi e seguendo con la propria specificità i trends che hanno più appeal e consenso internazionale. In buona sostanza parliamo del paradigma che garantisce nel complesso sistema socio-economico moderno valore per il territorio, in un contesto competitivo sempre più globale: l’approccio GLOCAL (globale e locale al tempo stesso). Questa nuova rubrica, nasce con l’intento di favorire in qualche misura, la valorizzazione delle nostre tradizioni e la capacità di inventiva che trae origine dalla nostra lunga e prestigiosa storia, da sempre appartenente al popolo napoletano. Del resto una maggiore consapevolezza in tal senso, la respiriamo day by day e siamo convinti che oltre la malapolitica, la criminalità, le veline ed il gossip, esiste un’Italia e nello specifico una Napoli, fatta di giovani talenti, di alte professionalità pubbliche e private e di meravigliose tradizioni che meritano la giusta valorizzazione in un’ottica sistemica, che consenta in questi anni di depressione economica e sociale, di guardare con nuovo ottimismo al futuro.

L’INTERVISTA - Non potevamo non dedicare il nostro primo articolo ad un episodio terribile che ha colpito il nostro territorio: “l’incendio di Città della Scienza”. Episodio che ha dimostrato come la volontà delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini impegnata nel modo più congeniale al raggiungimenti dell’obiettivo comune, possa essere un potenziale generatore di ricostruzione e di riscatto che il nostro popolo è in grado di esprimere. Infine, Città della Scienza, è forse l’esempio più alto di quel connubio tra innovazione e tradizione che consente al nostro territorio di emergere ed imporsi in contesti internazionali. L’idea della creazione di un polo high-tech multifunzionale venne promossa e gestita dalla Fondazione Idis, una Onlus di divulgazione scientifica nata sull’onda del successo della manifestazione “Futuro Remoto” ad opera dell’illuminato fisico Vittorio Silvestrini ed il prezioso contributo di Vincenzo Lipardi ad oggi consigliere delegato, con Luigi Amodio nel ruolo di direttore generale. Nasce nel 1996 Città della Scienza in via Coroglio, di fronte il mare di Bagnoli e rappresenta parte del progetto di bonifi ca e rinascita dopo la grande crisi industriale che ha causato la chiusura degli stabilimenti dell’ex-Italsider nel quartiere di Bagnoli in Napoli, con consequenziale aumento della disoccupazione e del decadimento sociale ed economico dello storico quartiere operaio. L’obiettivo che si pone la fondazione, è quello di colmare il gap tra la società e il mondo scientifico, stimolare l’interesse dei giovani, valorizzare le risorse del territorio, diffondere un’economia basata sulla conoscenza in chiave di sostenibilità compatibile, sia dal punto di vista sociale che ecologico, favorire lo sviluppo di una società più aperta, più integrata e più solidale. Composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese BIC (Business Innovation Center) ed un centro di alta formazione, ospita un planetario, un centro congressi e un’area per mostre d’arte con una media di circa 350 mila visitatori l’anno. Il museo, andato distrutto nell’incendio del 4 marzo 2013, è stato un grave lutto per la cultura e la scienza della città. Un evento che ha suscitato la reazione di tutti i cittadini ed ha visto la solidarietà dell’intero paese e non solo.

Abbiamo intervistato il Professor Mario Raffa, Ordinario e Decano del dipartimento di Ingegneria Gestionale dell’Università Federico II di Napoli, già Presidente dell’Ingegneria Gestionale italiana ed ex assessore allo sviluppo del Comune di Napoli, oggi Coordinatore del comitato tecnico-scientifico che ha contribuito al miracolo della rapida ricostruzione di Città della Scienza.

Prof. Raffa, prima di ricoprire il ruolo di assessore è stato anche vicepresidente di Fondazione Idis e quindi aveva una profonda conoscenza delle dinamiche di governo e di funzionamento di Città della Scienza, avendone avuto in gestione alcuni compiti istituzionali. Oggi in qualità di coordinatore del comitato tecnico scientifico, come spiega questa meravigliosa impresa della rinascita di CdS?
Innanzitutto, occorre precisare che c’è stata una reazione straordinaria da parte del nostro territorio. Dopo appena due giorni dall’incendio, i fondatori di due startup napoletane, DeRev di Roberto Esposito e Cambio Merci di Antonio Leone, sono venuti a trovarmi e mi hanno proposto di realizzare un sito di crowdfunding per la raccolta di fondi on-line. L’incendio, durato più di dodici ore, ha distrutto non solo il museo, ma anche i server su cui “girava” il sito web di Città della Scienza. E cosi è partita la campagna di raccolta fondi che ha prodotto finora oltre 1 Milione di euro, subito impiegati nella ricostruzione insieme a quanto versato dalle assicurazioni.

Professore, ma anche l’opinione pubblica napoletana, italiana ed internazionale ha avuto una reazione davvero memorabile e di grande impatto, ci racconti della bellissima manifestazione o meglio del flash mob del 10 Marzo scorso.
Un evento che ha coinvolto circa 15.000 persone, intervenute spontaneamente nei luoghi del disastro ed organizzata la settimana successiva all’incendio, con una fortissima presenza di bambini, famiglie ed anche di tanti nonni. Da quel momento, abbiamo compreso che la diffusione della cultura, del sapere e della scienza che la fondazione portava avanti sul territorio da anni era ormai insita in tutte le classi sociali ed in tutti i nostri cittadini, grandi e piccoli.

E cosa dire del risalto dato dai media all’avvenimento?
C’è stato un tam tam mediatico che si è ampiamente diffuso, sia sui media tradizionali che su quelli più innovativi come web e social, raggiungendo e coinvolgendo tantissime persone nel mondo, in pieno stile viral come direbbero gli esperti di webmarketing.

Cos’altro ha influito in modo determinante secondo Lei?
Un’altra idea brillante è stata quella di affidare l’organizzazione amministrativa e giuridica ad un comitato di alta professionalità composto da magistrati ed importanti professionisti ed amministratori del territorio, con lo scopo di completare l’impresa nel più breve tempo possibile. Basti pensare che il comitato di sostegno alla ricostruzione è stato proposto dal nostro premio Nobel Carlo Rubbia e composto da altissime personalità come Renzo Piano, Carlo Abbado, David Gross e tanti altri.

Grazie a queste risorse ed all’impegno fattivo di chi è stato coinvolto nella ricostruzione, il museo ha riaperto nuovamente lo scorso 7 Novembre 2013, superando le aspettative di molti e con una rinata consapevolezza da parte della Napoli che funziona e che risplende nel mondo.
Occorre anche dire che abbiamo avuto l’appoggio di oltre 400 musei del pianeta, ognuno dei quali ha donato uno strumento al nuovo museo, delle istituzioni locali e dei ministeri centrali. Dal 2 dicembre 2013, il Science Centre di Città della Scienza si arricchirà di nuovi exhibit interattivi in arrivo dall’Exploratorium di San Francisco, il precursore dei musei della scienza di nuova generazione, dove i visitatori possono sperimentare direttamente la fisica e la scienza in generale azionando delle macchine e dei dispositivi altamente spettacolari.

L’Exploratorium, nato nel 1969 dall’idea del fisico sperimentale Frank Oppenheimer, è anche leader nella realizzazione degli exhibit interattivi ed ha voluto essere vicino a Città della Scienza nel processo di ricostruzione del Science Centre. A tale scopo ha inviato alcune delle loro esperienze più spettacolari sulla luce, il magnetismo, le onde, i fenomeni acustici. Studenti e famiglie potranno così cimentarsi, in maniera divertente, con le leggi della fisica più ostiche e capire che le scienze sono a portata di tutti! Quanto accaduto a Città della Scienza è un chiaro segnale della volontà di ripresa del nostro paese e del nostro territorio: amplificare questo volano è la strada giusta che non possiamo più perdere e che dobbiamo favorire in ogni forma e modo.

(articolo di Francesco Castagna)

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